La seconda ricerca
Nel secondo studio, i ricercatori dell'Università di Toronto hanno esaminato i dati di circa 3,8 milioni di persone, prendendo documenti di 10 studi precedenti. I loro risultati hanno dimostrato che il cane era legato a un rischio di morte inferiore del 24% per una qualsiasi causa, a un rischio inferiore del 65% di morire per un ictus e al 31% di probabilità in meno di morire per problemi cardiovascolari. Sono dati in linea con altri di precedenti studi, come quelli che hanno documentato il colesterolo e la pressione più bassi nei proprietari di cani; ciò è in relazione con il tempo trascorso a giocare con gli amici a quattro zampe mantenendosi così attivi. Si tenga presente che i cani, infatti, dovrebbero fare tra i 30 minuti e le due ore di esercizio al giorno, mentre per l'uomo sono raccomandati appena 150 minuti a settimana.
I fattori secondari
Bisogna considerare il ruolo sociale che un cane riveste; infatti, molti anziani riferiscono di sentirsi soli e un animale farebbe loro compagnia. A tal proposito, il dottor Tove Fall, professore dell'Università di Uppdsala e coautore dello studio, ha detto: "Sappiamo che l'isolamento sociale è un forte fattore di rischio per peggiori risultati di salute e morte prematura. Studi precedenti hanno indicato che i proprietari di cani sperimentano meno isolamento sociale e hanno più interazione con altre persone. Inoltre, tenere un cane è una buona motivazione per l'attività fisica, che è un fattore importante nella riabilitazione e nella salute mentale." Gli autori dello studio hanno anche precisato che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare la relazione causale e poter anche prescrivere l'adozione di cani come forma di prevenzione; il tutto, infine, tenendo presente il benessere dello stesso animale.