Si leggono sui giornali o si vedono in tv le storie di gatti che seguono i padroni al guinzaglio, in lunghe passeggiate in montagna oppure al parco. Qualcuno capita anche di vederlo. E le domande non tardano a sorgere: come avranno fatto a farglielo accettare? I gatti soffriranno o saranno contenti? Con il tempo, il gatto ne trarrà giovamento? Si tratta di dubbi più che sensati a cui gli esperti hanno cercato di dare risposta. Innanzi tutto, guinzaglio e collare non sono la stessa cosa. Non esiste, nel caso dei gatti, un collarino a cui attaccare il guinzaglio come avviene per i cani; la conformazione della testa del gatto non lo permetterebbe. Per guinzaglio si intende una pettorina che serve per uscire in passeggiata. Per collarino, invece, si intende come dice il nome stesso un sottile collare a cui appendere una medaglietta con nome e recapiti in caso di smarrimento. Naturalmente parliamo di gatti che escono abitualmente o in occasione delle vacanze. Entrambe le soluzioni hanno pro e contro.
Ricompense e non solo
Cominciamo con l’acquisto giusto. Per non dare fastidio al micio e non farlo sentire oltremodo a disagio, meglio una pettorina morbida e coprente. Una volta accettata sarà più comoda e permetterà al micio di non sentirsi tirare troppo. Poi cominciamo a fare qualche prova in casa, nel momento in cui il gatto è tranquillo (non svegliamolo per questo però), quando non ci sono troppi elementi di disturbo come rumori particolari, ospiti e via dicendo. Teniamo qualche croccantino tra le mani per premiarlo se tutto va bene e mettiamo la pettorina. Meglio se nei giorni precedenti la lasciamo nella cuccia del nostro amico o in uno dei punti che bazzica, in modo che prenda gli odori di casa. All’inizio l’istinto del gatto sarà quello di rotolarsi e buttarsi a schiena in giù. Si tratta di un riflesso, lo stesso che avrebbe se gli buttassimo qualcosa addosso che limita i suoi movimenti. Lasciamolo un po’ a terra e poi, pian piano, proviamo a sollecitare una camminata. Vedremo che, se non rifiuta con scenate violente la cosa, passo dopo passo comincerà a non sentire più l’impedimento. Procediamo così per una mezzoretta al giorno, per un po’ di giorni. In principio cammineremo in casa e gradualmente amplieremo il raggio fino ad uscire. Attenzione però. Evitiamo luoghi caotici e ricordiamo che il gatto potrebbe spaventarsi anche improvvisamente e senza un motivo evidente.
Le cose da non fare mai
Vademecum
Mai mettere la pettorina a un gatto spaventato
Mai uscire il giorno del primo esperimento
Mai percorrere strade affollate
Mai liberare il gatto anche se bravo
Mai allontanarsi troppo da casa a meno che non sia già “navigato”
Mai strattonarlo
Guinzaglio per i gatti, i consigli