Prodotto aggiunto al carrello
Salute e Benessere

Gatta e gattini, un mondo da scoprire

Gatta e gattini, un mondo da scoprire
“La mia gatta è in calore”, che cosa significa questa espressione? Scientificamente chiamato “estro”, il cosiddetto “calore” definisce quei particolari momenti dell’anno in cui la gatta si dichiara disponibile all’accoppiamento, emettendo sonori miagolii e rilasciando feromoni nell’aria. L’estro è un periodo di lunghezza variabile, impossibile da pianificare poiché dipende da molti fattori differenti come il suo stato di salute, l’età, la razza e perfino l’aumento o la diminuzione delle ore di luce. Il primo calore si manifesta al raggiungimento della maturità sessuale, più o meno intorno al sesto mese d’età. Questo momento è annunciato da miagolii acuti che servono a richiamare i maschi, strusciamenti continui e l’assunzione di posture assai tipiche, come la schiena inarcata, il posteriore alzato e la coda posizionata di lato. È importante sapere che le gatte sono a ovulazione indotta. Questo significa che non producono un ovulo a meno che non si accoppino. Questo “sistema” aumenta fortemente le probabilità di concepimento; ecco perché le gatte randagie spesso hanno molti gattini ogni anno. Vediamo che cosa succede poi…

Gravidanza
La nostra micia è incinta? Come dobbiamo comportarci? Si tratta di un’esperienza magica ma impegnativa allo stesso tempo anche se la futura mamma, salvo complicazioni, sa gestire in completa autonomia facendo affidamento sul proprio istinto. Scopriamo quindi che cosa possiamo fare concretamente per aiutare la nostra gatta. La gravidanza di una gatta, dal concepimento al parto, dura in media 65 giorni, ma i primi segnali visibili si possono manifestare già intorno al diciassettesimo giorno, quando si ingrossano i capezzoli e il ventre comincia a gonfiarsi accompagnato da un progressivo aumento del peso. In questa fase solo il veterinario è in grado di confermarci l’effettivo stato della futura mamma con una palpazione dell’addome ed eventualmente un’ecografia (inutile prima del quindicesimo giorno). Chi vuole evitare brutte sorprese, può effettuare anche una radiografia per assicurarsi che non siano presenti cuccioli malformati: comunque bisogna attendere il quarantesimo giorno di gravidanza, poiché è intorno a questo periodo che gli scheletri fetali cominciano a essere visibili. Una volta appurato che la gatta è incinta, e aver concordato il da farsi con il veterinario, dobbiamo cercare di ridurre al massimo i pericoli.

Due mesi “strani”
La gravidanza è il periodo più delicato, durante il quale l’animale comincia a organizzarsi per il parto cercando il posto adatto. A questo proposito il consiglio degli esperti è quello di provare a capire verso quale angolo della casa sembra rivolgere la sua attenzione e assecondare la sua scelta attrezzandolo con una calda coperta e liberandolo da indumenti o materiali che potrebbero danneggiarsi, macchiarsi oppure recare ferite ai nascituri. Molto importante durante la gravidanza è l’alimentazione della futura mamma, poiché una pappa equilibrata l’aiuterà a restare in salute e assicurerà un corretto sviluppo dei feti. Non improvvisiamoci dietologi e affidiamoci al veterinario. Se la gravidanza è trascorsa in modo regolare, a partire dal sessantacinquesimo giorno ogni momento sarà quello giusto per il grande evento. Non è infatti sempre facile capire se la gatta sta per partorire, ma possiamo cercare di fare attenzione ad alcuni cambi di comportamento come l’irrequietezza e la smaniosa ricerca di un posto riparato. Si può anche provare la temperatura, si noterà un abbassamento della temperatura corporea (da 38,5 a 37,5 °C).

Che eroina mamma gatta
Una volta trovato il posto più adatto, ed essersi disposta su un fianco, la gatta attende l’inizio del parto: dopo una serie di contrazioni si può intravedere sotto la coda la comparsa di una bolla opaca. Quando sarà fuori il primo feto la mamma si precipiterà a leccarlo per eliminare il liquido amniotico e stimolare respirazione e circolazione. Arriva poi il turno del cordone ombelicale, che viene tranciato con i denti a circa due centimetri di distanza dalla pancia del micino. Sono abbastanza rari i casi in cui si verificano situazioni talmente gravi da richiedere l’intervento del veterinario. Dall’espulsione del primo gattino alla successiva possono passare da pochi minuti a un’ora, per un totale di tempo per il parto compreso tra le due e le sei ore, tenendo presente che il numero medio di cuccioli è quattro. È assolutamente normale che la mamma mangi la placenta: è ricca di sostanze nutrienti che la aiuteranno a ristabilirsi dal forte stress del parto.

Incesto 
Una domanda molto frequente che si sentono porre i veterinari è questa. Abbiamo due fratellini, un maschio e una femmina: dobbiamo farli castrare per non avere piccoli? La risposta è sì, perché per quanto riguarda il sesso i gatti non hanno certo tabù legati alla parentela. Che siano fratello e sorella oppure genitore e figlio, non appena il maschio si sviluppa e la femmina va in calore, è assai probabile che si accoppino fra loro. E avviene spesso che il maschio si riveli molto precoce e voglia mettere alla prova le proprie capacità già intorno ai sei mesi, troppo presto per la sorellina. Non solo. È quasi la regola che i piccoli di una cucciolata abbiano padri diversi. Diversamente da quanto avviene fra gli umani, nella femmina felina l’ovulazione è scatenata solo dal primo accoppiamento, dopo di che l’apice della fertilità dura almeno tre giorni. In questo periodo la maggior parte delle gatte si accoppia con diversi maschi. Di conseguenza, gli ovuli maturi sono raggiunti dallo sperma di più maschi.

cucciolo gatto salute gatta gravidanza mamma parto calore periodo primo
Condividi: FB TW IN WA